E’ giunta al SUD l’ora della responsabilità associativa?

Ho letto in questi giorni qualche pagina di un interessante e approfondito volume pubblicato da COOP sulla storia dell’associazionismo e cooperativismo.

Leggere la genesi di tutto il mondo delle COOP dal lontano 4 Ottobre 1854 grazie all’iniziativa degli operai di Torino, mi ha fatto pensare a quanto fosse lontano, all’epoca dei fatt,i il Piemonte dal Sud-Italia.

Lo è rimasto lontano fino alla prima esperienza fatta al SUD da COOP negli anni ’80; si nel 1980, dopo più  di 100 anni di fiorente sviluppo al nord Italia, COOP ha investito in un esperimento a Taranto rilevando il Centro commerciale “La Mongolfiera”.

Cosa si può pensare di fronte a questo vuoto di oltre 100 anni?

E ancor peggio cosa avrebbero dovuto fare i dirigenti della COOP dopo i primi due anni di faticosissimo Start-up (bilanci in rosso-sangue)?

COOP ha capito che il SUD era diverso. Ha capito che doveva riadattare tutto l’assortimento dei prodotti. Quando dicono che al SUD, ci sono le “cime di rape” e al SUD “si mangia bene”, non si poteva preparare cibi succulenti con gli ingredienti presenti sugli stessi scaffali della Toscana o della Lombardia, bisognava allestire gli scaffali per il SUD, con i prodotti del SUD.

Insomma i NORDICI,  potevano fare i soldi dai SUD….(ici), solo con i prodotti del SUD.

Da quando l’hanno capito è partita la conquista dei 5 milioni di buone forchette che vivono in Puglia e Basilicata e il successo di COOP è ormai sotto gli occhi di tutti.

Ipermercati con superfici immense (Molfetta, Andria, Foggia, Barletta, Bari) tutti molto più grandi del primo fallimentare esperimento di Taranto.

Se li capisci, e mangi come loro, ti lasciano quasi la metà dello stipendio.

Ha fatto bene COOP a perseverare  e oggi domina il mercato di Puglia e Basilicata.

E’ giunta l’ora della svolta anche per le associazioni?

Speriamo!

Questa volta l’iniziativa di creare un’associazione per coltivare la cultura LOGISTICA , sta partendo dal SUD.

A Salerno è stata fondata  la nuova associazione “Officine della Logistica e dei Trasporti”,e intende promuovere un modello aggregativo rivolto alle persone.

Le Officine riuniranno, in una sorta di laboratorio di idee e progetti, imprenditori, professionisti e docenti universitari che si sono distinti per il loro contributo allo sviluppo del sistemalogistico nel nostro paese.

Questo BLOG, è ovviamente estremamente interessato e attento a quello che accadrà, e attende con trepidazione di conoscere le prime mosse di Domenico De Rosa, l’ imprenditore salernitano che, dalla guida del Gruppo SMET, ha deciso di impegnarsi in questa iniziativa.

De Rosa è  affiancato dai altri soci fondatori e ha dichiarato sui media:

«La nostra Associazione ha precise finalità culturali e accademiche e intende porsi come un laboratorio di idee per lo sviluppo delle reti logistiche e del trasporto sostenibile Vogliamo coinvolgere nel nostro progetto le Università, gli Istituti Scolastici, le Associazioni di Categoria nonché gli Enti e le Istituzioni a livello nazionale, con l’obiettivo di divulgare un importante patrimonio di conoscenze specialistiche sul settore. Presteremo la massima attenzione alle proposte progettuali in grado di favorire un reale sviluppo della logistica e di garantire plus in termini di sostenibilità ambientale, promuovendone nel contempo la divulgazione e la conoscenza».

Se segui questo BLOG da tempo, sai bene che quello che dice De Rosa oggi, è per noi musica e melodia che cantiamo dall’epoca di “Ulisse”.E speriamo che sia giunta l’ora per vedere  Logisti impegnati  al SUD, a darsi da fare insieme.

Questo BLOG è a disposizione delle “Officine della Logistica e dei Trasporti”, come è sempre stato a disposizione di tutti gli interessati alla materia Logistica al SUD Italia.

Speriamo, dopo le COOPerative, che sia giunta l’ora delle ASSOCIAZIONI. 

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One thought on “E’ giunta al SUD l’ora della responsabilità associativa?

  1. La logistica sostenibile sarà il futuro nel mondo della movimentazione merci e persone nell’ottica della green economy.
    La sostenibilità a 360° con impatto zero sull’ambiente martoriato da troppi decenni, a scapito della nostra qualità di vita.

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